Approfondimenti volantino di Natale

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Augurandovi come ogni anno “BUONE FESTE“, vi invitiamo a leggere l’approfondimento del volantino natalizio di Viva Brandico. Quest’anno il volantino spazia su una serie di argomenti di spicco legate alle problematiche affrontate da noi in passato e altre non ancora discusse prima d’ora.
Il nostro obiettivo è cercare di informare il concittadino e stuzzicare l’amministrazione non solo motivandola ad analizzare le problematiche attuali ma ad essere lungimirante per programmare un futuro migliore.

 

“RACCOLTA DIFFERENZIATA”, da rivedere

I dati su cui ci siamo basati sono stati presi non solamente da un articolo del Corriere della Sera ma anche da un documento ufficiale della Provincia di Brescia. Pare che i dati ufficiali non siano congruenti, ma aspettiamo riscontro dell’iter procedurale per correggere le eventuali inesattezze dichiarate sul nostro volantino.
Il discorso sviluppato in calce resta inteso non tanto per i valori dichiarati, da verificare, quanto per il discorso informativo che gira intorno alle percentuali di Raccolta Differenziata e alle penali relative.
Resta valida anche la nostra ambizione in merito alla potenzialità di Brandico a spingere la percentuale oltre il 65% e quindi del discorso penali “zero” che ne consegue. La mozione proposta è dunque attuale ed interessante!

La raccolta differenziata a Brandico (dati ufficiali) è scesa dal 54,71 per cento al 38,09 per cento. Come rivitalizzarla? Noi di Viva Brandico proponemmo l’8 giugno scorso una mozione, bocciata. Ne riparliamo?

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Come si evince dalla tabella, la percentuale di raccolta differenziata per quanto concerne il nostro comune è assolutamente peggiorata rispetto all’ultimo rilevamento che si attestava intorno al 54,71 (dati pubblicati dall’osservatorio provinciale dei rifiuti, 54,71% nel 2014 e 38,09% nel 2015). Un netto -16,6% che non è cosa da poco.
La notizia riportata dal Corriere della Sera (QUI), ci pone alcune domande sensate sull’applicazione della tassa sui rifiuti, la TARI.
Viene spiegato infatti come “la Provincia applica lo sconto per i comuni più «ricicloni» azzerando i contributi per coloro che recuperano oltre il 65 per cento di carta, vetro, plastica, organico (un obiettivo che per legge doveva essere raggiunto già nel 2012). E chiedendo soldi ai più «pigri»: 8 euro per ogni tonnellata di rifiuti prodotti per quei paesi che differenziano meno del 45 per cento. Pagheranno un contributo di 4 euro a tonnellata i Comuni con una differenziata compresa tra il 45 e il 65%”.
Se la matematica non è un’opinione, con la diminuzione ed il passaggio dalla fascia media (RD compresa tra il 65% e il 45%) alla fascia bassa (RD minore del 45%), il nostro comune dovrebbe pagare una quota alla Provincia che è doppia rispetto allo scorso anno.
Concludendo, siamo proprio sicuri che l’aumento di questa quota non porterà un aumento anche sulle prossime bollette della tassa sui rifiuti?
O al contrario, siamo sicuri che non si sarebbe potuto incrementare la RD per arrivare ad una percentuale maggiore del 65% e provare ad annullare questa “penale” applicata dalla Provincia?

Torna di moda quindi la nostra mozione (vedi qui articolo e mozione) in passato bocciata dall’amministrazione.

 

   BORGO DELLA VIGNA, QUALE FUTURO?

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La prima asta pubblica per alienare la parte residenzial-commerciale del Borgo della Vigna è andata deserta. Gli inverni passano e la parte strutturale risente sempre più dell’abbandono. Era in previsione una nuova asta pubblica, ma il recente incendio dello stabile provocherà nuove difficoltà. Abbiamo richiesto con interrogazione ufficiale che venga fornita un’informazione adeguata e trasparente ai cittadini sugli sviluppi della vicenda.

 

Il nostro articolo (dal titolo “la lingua batte dove il dente duole”) fa da introduzione a questo approfondimento; ciò che è stato scritto poco più di un mesetto fa resta ancora attuale. Aggiungiamo però le seguenti considerazioni.

Vedere in questi giorni il Borgo della Vigna mette tristezza.
Traspare in modo ancora più evidente la trascuratezza e l’abbandono che lo hanno colpito.
Al di là delle valutazioni sull’opportunità della scelta iniziale, quello che è sotto gli occhi di tutti è inaccettabile. Dopo una gara pubblica per assegnare la parte residenzial commerciale del Borgo (dell’ala ancora utilizzabile) andata deserta e dopo il recente incendio al tetto dello stabile, quale sarà il futuro del Borgo della Vigna?
Ce lo chiediamo tutti.
Tenendo presente che anche l’altra ala è inutilizzabile, ci chiediamo se l’intera area sia ancora appetibile per gli imprenditori che dovrebbero investire.
Intanto Viva Brandico ha richiesto per mezzo di una interrogazione (QUI) di essere informata (e che vengano informati i cittadini) sugli sviluppi della vicenda dell’incendio.

 

INFORMIAMO?

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Il 4 dicembre scorso si è tenuto il referendum costituzionale. Al contrario di numerosi paesi limitrofi che hanno organizzato doverosi incontri, il nostro comune NON ha fornito informazioni ai cittadini. Come spesso accade.
Non c’è MAI un evento nazionale o locale che scuota l’amministrazione dal torpore e la convinca a interagire con il paese. Perché?

 

Viva Brandico, in un passato più o meno vicino, ha inutilmente richiesto all’amministrazione di coinvolgere la cittadinanza per informarla di tematiche che hanno coinvolto scelte importanti per Brandico, tra cui:

  • il referendum sulle trivelle
  • la questione “acqua pubblica”
  • il recente referendum costituzionale
  • la raccolta differenziata
  • amianto in paese

Ora ci chiediamo, perchè questa amministrazione non ha mai ascoltato le nostre proposte e perchè non ha mai voluto scuotere la persistente apatia che la attanaglia sulla voglia di comunicare con la cittadinanza?
Abbiamo spinto e stiamo spingendo su queste tematiche da ormai troppo tempo e più passa, più queste vengono lasciate nell’oblio. Forse non è così importante avere altri pareri in merito? Forse è più importante tapparsi le orecchie e costruire il proprio mandato sui corrugati informativi come le solite festine di paese che sviano la mente dai reali problemi?
Non vogliamo sostituirci all’amministrazione che ha il compito di gestire il paese, ma questa gravosa lacuna non riusciamo proprio a comprenderla e di fatto lo facciamo. I referendum ormai son passati; la serata informativa sulle trivelle l’abbiamo fatta (e anche qui, oltre alla completa assenza dell’amministrazione è seguita un’inutile polemica sull’utilizzo del teatro parrocchiale piuttosto che un costruttivo confronto).
Abbiamo richiesto una serata pubblica sullo scorso referendum costituzionale: l’unica nota informativa locale è stato l’articolo pubblicato sul nostro sito o le iniziative sul SI e sul NO dei paesi limitrofi.
La questione acqua pubblica ormai è passata nel dimenticatoio dopo che la Conferenza dei Sindaci dei comuni bresciani si è di fatto espressa in favore all’apertura della gara per l’affidamento dei servizi idrici ai privati (sindaco Pensa compreso); anche in questo caso Viva Brandico aveva cercato di sensibilizzare la popolazione (vedi interpellanza e articolo QUI), ovviamente invano.
Intanto anche le bollette dell’acqua continuano a salire, sarà un caso o farà parte dell’andamento dei prezzi in generale? Eppure un anno fa l’avevamo già previsto!

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Sulla Raccolta Differenziata i dati presentati nella sezione dedicata sopra dimostrano che siamo in ritardo, la sensibilizzazione richiesta non è mai avvenuta e le “aperture a idee lungimiranti” mancano.

Riprendendo lo slogan di un nostro volantino distribuito nello scorso luglio diciamo: “SVEGLIA !!!” E’ ora di cambiare il modo di fare politica. Non “IO VINCO, IO DECIDO”, ma ascoltiamo, dialoghiamo e collaboriamo !

 

ZERO FUTURO SENZA CULTURA

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A Brandico vengono organizzate iniziative culturali degne di questo nome in modo sporadico e occasionale. Non esiste un progetto o una programmazione che comprenda il nostro territorio e valorizzi la cultura locale.

 

Fare cultura non è semplice. Ancora meno con pochi fondi a disposizione.
A Brandico di certo latita. Servirebbe, a nostro avviso, pensare a iniziative che abbiano, pur nella capacità di differenziare le proposte, un fine comune che qualifichi il paese.
Si potrebbe puntare sul territorio (sulle particolari caratteristiche irrigue e agricole delle nostre terre), sulla storia (e la nostra splendida chiesa parrocchiale dimostra la centralità che ebbe Brandico nel passato), sullo sviluppo di testimonianze sulla vita sociale del paese (non solo testimonianze del passato ma anche integrazione dei nuovi arrivati del boom di qualche anno fa).
Come farlo? Magari affidandosi ad un gruppo giovane che abbia voglia di sviluppare certe tematiche e di investire qualche ora per la comunità. Non è impossibile.
Non aiutano iniziative effimere e occasionali, di facile riscontro ma che lasciano “poco” alla cittadinanza e che non ricercano la vera essenza di Brandico.

 

AMIANTO? 4 siti da bonificare

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Nell’ottobre 2015 Viva Brandico proponeva una mozione sull’eliminazione dell’amianto dal nostro territorio. Allarmistica per il sindaco. ORA a Brandico, in base al Registro Pubblico Edifici ATS (ex ASL) ci sono numerosi siti con presenza di amianto. Quattro di questi richiedono un’immediata bonifica, che non può prescindere dalla rimozione. Non è il caso di trovare delle modalità per informare i cittadini e sollecitare le bonifiche dei casi critici?

 

Al seguente link troverete la lista di siti con presenza di amianto nella provincia di Brescia; potrete notare la grande quantità di indirizzi presenti a Brandico.
Per cercare di comprendere questi dati abbiamo contattato ATS (Agenzia di Tutela della Salute, ex ASL) e dopo la conversazione con un referente, ci è stato segnalato che di tutti i siti presenti in lista, ben 4 necessitano di bonifica, ovvero di rimozione immediata, in quanto, secondo le normative attuali, lo stato di degrado delle lastre d’amianto è elevato.
Nessuno richiede, come forse frainteso in passato, che l’amministrazione si prenda carico delle bonifiche, ma da qui a celare la presenza di siti a rischio ce ne vuole (“a Brandico il problema amianto non esiste!”, hanno udito le nostre orecchie in consiglio comunale).
Si precisa che l’obbligo di rimozione dei manufatti in amianto è in capo al proprietario dell’immobile e discende esclusivamente dalla valutazione, dal medesimo condotta, del suo stato di conservazione, fatti salvi i casi di ordinanza del Sindaco.
Ma, se ad informare la cittadinanza ci stiamo pensando noi, chiediamo almeno che l’a.c. si faccia carico di sollecitare i proprietari dei siti critici ad intervenire, che si faccia carico di stipulare convenzioni con ditte di smaltimento, di fatto incentivando le necessarie opere di bonifica, e soprattutto, dati alla mano, che inizi a considerare il problema come REALE.

La nostra salute e l’ambiente richiedono rispetto.

 

DIALOGO E PROGETTI, DOVE SIETE?

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L’amministrazione comunale manifesta un’evidente rigidità nella gestione dei rapporti con le associazioni e i gruppi sociali. Ripartiamo dal dialogo, da progetti condivisi con TUTTI. Creiamo un programma sullo sport che coinvolga TUTTE le strutture del paese (nostra mozione del maggio scorso, bocciata). Collaboriamo anche con le associazioni esterne a Brandico attive sul nostro territorio. (L’asd Ghedi karate sta cogliendo risultati di rilievo a livello nazionale e non ha ottenuto il gratuito patrocinio comunale per iniziative locali. Un’occasione persa).

 

Un comune che sostiene e trova stimoli dall’ascolto e dalla collaborazione con tutte le associazioni e i gruppi sociali rimane il fondamento per la giusta circolazione di idee.
Soprattutto in comuni piccoli come il nostro è poco comprensibile creare degli steccati e vivere in un clima di perenne “periodo elettorale”. Ciò alla lunga logora i rapporti.
Il dialogo è la base da cui ripartire per creare il tessuto di un paese in cui nessuno si senta escluso, ma partecipi attivamente alle attività proposte dal comune.

Nel maggio scorso presentammo una mozione (vedi qui l’articolo) che proponeva di stimolare l’attività sportiva a Brandico. Questa intendeva creare una programmazione basata non solo sulle sovvenzioni comunali allo sport, ma soprattutto su una nuova mentalità che avrebbe potuto portare alla collaborazione di tutti per la valorizzazione e la spinta necessaria alla creazione delle strutture sportive nel paese.
Il nostro intento era quello di favorire programmi di crescita per mezzo dello sport e proporre manifestazioni che non si sovrappongano. Ogni anno capita infatti che alcune iniziative, anche in ambito non sportivo, si ripetano negli stessi giorni. Anche questo va superato con il dialogo; chiaramente costruttivo e non unilaterale.
Infine è giunto il momento di aprire le porte anche a società sportive esterne, nonostante le poche strutture a disposizione.
Come accennato sul volantino, l’Asd Ghedi di karate, che opera a Brandico con diversi ragazzi del paese è una società sportiva che ben lavora, collaborando anche con le scuole ed è da poco vice campione italiana di karate. Ha richiesto per un evento il patrocinio comunale a Brandico (che è gratuito) ma non lo ha ottenuto.