Borgo della Vigna: la lingua batte dove il dente duole.

Borgo della Vigna: la lingua batte dove il dente duole.

Il gruppo Viva Brandico torna su una questione piuttosto spinosa che, a nostro parere, fino ad ora non è stata affrontata in modo corretto, per non dire che non è stata affrontata affatto: il Borgo della Vigna.

La situazione del Borgo ci risulta infatti essere ancora ferma: le ultime notizie a noi pervenute risalgono al Consiglio Comunale di giugno, momento in cui il nostro gruppo aveva già espresso alcune perplessità.

Le risposte forniteci al tempo erano state piuttosto vaghe:

  • presto, ma senza reali riferimenti temporali, si sarebbe fatta una gara d’appalto (nella delibera si dice infatti che “l’alienazione dell’immobile verrà attuata tramite procedura competitiva ad evidenza pubblica”);
  • si comunicava che erano state effettuate alcune modifiche per rendere più appetibile l’immobile rispetto al mercato (si prevedeva infatti un cambio di destinazione urbanistica da “Servizi Pubblici” a “Ambiti territoriali a destinazione prevalentemente residenziale”).

Ciò che effettivamente ci stupisce è che nel tempo sia stato considerato possibile un grande progetto come quello proposto per il nuovo polo educativo, evidentemente poco fattibile, e che dopo questo, che il tutto sia stato lasciato morire senza insistere su soluzioni alternative.

Quindi ci siamo chiesti ancora quali fossero le intenzioni del Sindaco e della Giunta rispetto al futuro di quello che si può definire un edificio fantasma, in evidente stato di decadimento, che altro non fa che ricordarci errori passati, ai quali sembra tuttora impossibile trovare una soluzione.”

(intervento Anna Bonassi in consiglio comunale del 26 settembre 2016)

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La situazione del Borgo della Vigna da anni sta tenendo banco a Brandico. Il progetto iniziale, nella sua completezza, sarà probabilmente irraggiungibile. E i pensieri della gente si sono divisi: chi considerava e considera il progetto iniziale avveniristico (tra l’altro non prevedeva esborsi per il comune tramite un giro d’oneri) chi un azzardo, troppo decentrato dal “cuore” del paese e troppo impegnativo per un paese in crescita, ma rimasto agricolo. Tra l’altro difficile da collegare con il centro attuale del paese.

In poco tempo Brandico ha visto crescere senza freni il numero di abitanti, poi tutto si è fermato, in concomitanza con la crisi economica che perdura tuttora.

Nelle ultime elezioni il Borgo della Vigna è stato il cavallo di battaglia di tutti, dopo che negli ultimi anni la situazione si trascinava tra fallimenti delle imprese che avrebbero dovuto fare i lavori, ritardi e fidejussioni da escutere.
Era comunque un salto nel vuoto per tutti i candidati.

Dopo due anni e mezzo di amministrazione Pensa, che va precisato, non poteva avere la bacchetta magica, pur potendo evitare di proporre a Brandico utopistici progetti scolastici montessoriani, la situazione reale è questa. Un Borgo della Vigna fantasma. Un immobile centrale, con un’ala già precedentemente persa nei fallimenti e un’ala da provare a rivitalizzare.
E’ necessario sbloccare gli spazi residenzial-commerciali e, di conseguenza, i locali che potrebbero occupare i nuovi uffici comunali (che fanno parte della porzione ancora utilizzabile).
Al di là dei pensieri sulla validità o meno del progetto iniziale è doveroso provare perlomeno a rendere decoroso il Borgo della Vigna.

Come detto sono passati due anni e mezzo dell’insediamento di Pensa, la fidejussione, già precedentemente predisposta dalla giunta Plodari, è stata escussa e si è parlato già due anni fa di una gara per sbloccare la situazione.
Ora finalmente l’amministrazione comunale ha indetto un bando di asta pubblica per alienare la porzione del Borgo della Vigna che avrà uso residenzial-commerciale. Scadenza il prossimo 28 novembre.

OGNI INVERNO CHE PASSA E OGNI MESE CHE PASSA PORTANO A UN DETERIORAMENTO SUPERIORE DELLA PARTE STRUTTURALE DEL COMPLESSO, CON ULTERIORI SPESE SUCCESSIVE CHE SI RENDERANNO NECESSARIE PER RENDERE AGIBILE L’IMMOBILE.

Chiaramente Viva Brandico si augura che le imprese aderiscono prontamente al bando e rapidamente si possa lavorare al Borgo della Vigna.

Auspichiamo poi, che il paese (e con esso gli imprenditori locali e non) dove non si vedono da anni nuovi esercizi commerciali, sia ricettivo verso i nuovi sbocchi che il Borgo della Vigna potrà portare.

Ma facciamo presto o sarà troppo tardi e ci terremo il Borgo della Vigna così com’è per molto altro tempo ancora!

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